La comunicazione nell’educazione efficace:dalla capacità di comunicare bene alla costruzione di una buona relazione educativa
A
cura della psicologa Serena Bassi
2° parte
(precedente)Prima
di tutto, è il caso di porsi la domanda di fondo: chiunque
e’ capace di comunicare?
La comunicazione è alla base della nostra vita relazionale quotidiana.
Forse per questo motivo tutti pensano di avere una buona capacità
di comunicare efficacemente: da quando si è bambini si impara a parlare,
gesticolare, atteggiarsi, secondo gli usi della cultura in cui si vive…
ma questo basta? Saper comunicare vuol dire saper ascoltare: comunicazione
e ascolto hanno regole e “trucchi” precisi, che chi vuol educare
in modo costruttivo dovrebbe conoscere bene. Proviamo a svelarne alcuni,
ma prima, anche su questo tema, facciamo qualche esempio.
Credo che chiunque abbia utilizzato almeno una volta frasi simili a queste
in contesti relazionali quotidiani. Se ci fermiamo a riflettere sull’emozione
che generano frasi di questo tipo, saremo concordi nell’affermare
che non hanno di certo la possibilità di aprire un dialogo costruttivo.
Tendono piuttosto a suscitare l’aggressività e/o una posizione
di difesa in chi se le sente rivolgere, creando un circolo vizioso comunicativo.
Eppure i contenuti delle stesse frasi potrebbero essere utili e importanti,
se solo si cambiasse lo stile comunicativo, cioè il modo di esporre
lo stesso concetto. Proprio qui però sta il problema sostanziale:
per riuscire a comunicare contenuti non proprio gradevoli senza diventare
aggressivi, lasciando quindi spazio all’altro per rispondere sul contenuto,
non sul modo in cui ci siamo rivolti a lui, è necessario compiere
un grosso sforzo di volontà, buona intenzione e autoanalisi.
La nostra comunicazione infatti spesso è:
insincera, perché parliamo di una cosa volendo dirne un’altra, quella emotivamente più pregnante (ad es. diciamo “Mi aspettavo che ci arrivassi da solo” invece di dire magari “Questa cosa mi ferisce, a causa del mio carattere la vivo male”);
dall’alto in basso, perché partiamo dal presupposto di avere ragione e mettiamo subito l’altro in posizione di inferiorità e di giudizio (diciamo ad es. “Parlare con te è inutile” invece di dire magari “Non ci capiamo proprio su questa cosa”);
aggressiva (tipo “Se dici una cosa del genere non capisci niente” invece di “Non l’avevo mai vista sotto questo aspetto” o semplicemente “non sono d’accordo”);
distruttiva (“Non ho mai sentito una stupidata come questa” invece di “ Io non la penso affatto così”);
basata sulla persona, non sul fatto (“Sei sempre in ritardo” invece di dire, semplicemente, “stiamo facendo tardi” o “sbrighiamoci”);
generalizzante, perché attribuisce carattere di universalità, e quindi di irreparabilità, anche a semplici episodi quotidiani, diventando così anche aggressiva e distruttiva (“Non prepari mai qualcosa di buono” invece di chiedere semplicemente “Mi fai le lasagne quando hai voglia?” oppure “Non mi porti mai da nessuna parte”, invece di proporre qualcosa, tipo “Perché non andiamo a vedere l’ultimo film di Tom Cruise?”).
Questi esempi ci ricordano che dietro al nostro modo di comunicare c’è il nostro sentire, il nostro modo di pensare e di vivere le emozioni, e che sono questi i contenuti a cui spesso si risponde, e non le singole questioni quotidiane. Una persona motivata a comunicare efficacemente è quindi una persona disposta a guardarsi dentro, a capire la vera origine delle piccole grandi frustrazioni di tutti i giorni; solo questo atteggiamento analitico, unito al desiderio sincero di mantenere una buona relazione con gli altri, può spingerci a fare lo sforzo attivo di comunicare efficacemente. (continua)
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La dottoressa Serena Bassi ha vissuto da poco l'esperienza di diventare madre, sentiamo nelle sue parole non solo la competenza professionale, ma anche il calore umano di chi è fortemente partecipe agli argomenti trattati. Serena Bassi , psicologa, reiki master e prenatal tutor, conduce da tempo una notevole attività di divulgazione nelle scuole della Val Camonica, i suoi incontri sulla vita prenatale riscuotono un grande successo.
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Disponibile anche in italiano il libro di Evelyne Disseau dedicato alla vita prenatale. Leggine un capitolo
La psicologa Serena BASSI ci parla di:
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8-03-2008
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