La relazione con il bambino
prima, durante, dopo la nascita

A cura della psicologa Serena Bassi

1° parte

Per qualsiasi genitore, come per qualunque adulto motivato a diventare genitore, la relazione col bambino esiste già prima del concepimento. Ognuno infatti ha una relazione profonda col proprio “bambino interiore”, su cui modella l’immagine del figlio desiderato. Tale bambino interiore è l’insieme degli ideali, dei desideri, delle esperienze vissute nell’infanzia dall’adulto; è la parte inconscia e irrazionale delle emozioni, la dimensione vitale, gioiosa e giocosa dell’esistenza. Ogni adulto ne ha uno dentro di sé, e pochi adulti sono in contatto con questa parte di loro stessi, poiché lo norme e le aspettative sociali spesso condizionano i comportamenti al punto da impedire il contatto con la propria dimensione più vera e spontanea. Per questo, il figlio desiderato spesso è “caricato”, nell’inconscio, di tutte le qualità e le possibilità cui l’adulto ha dovuto rinunciare ma che costituiscono sempre un anelito profondo e nostalgico; una sorta di aspettativa salvifica, messianica. Non a caso, in molte culture si attende l’arrivo di un bambino in grado di salvare, portare la luce, la libertà, la pace…

Per queste ragioni, nella loro mente esistono sempre due diversi bambini con cui i genitori si relazionano. Da una parte, c’è il bambino ideale, che è la somma di desideri, esperienze, ideali e aspettative sociali dei genitori; dall’altra, il bambino reale, quello vero, spesso deludente perché vissuto come “estraneo” o inferiore alle aspettative.

Allo stesso modo, nella mente di una donna che decide di diventare madre esistono due diverse gravidanze. Da un lato, la gravidanza ideale, che avviene secondo modi, tempi e spazi perfetti, spesso idealizzata fin dalla pubertà, e comunque fin dalla giovinezza, senza che la donna ne sia completamente consapevole. Dall’altro lato c’è la gravidanza reale, spesso deludente o sorprendente, soprattutto perché impossibile da prevedere e da controllare, ma anche perché costituisce l’inevitabile confronto tra la realtà e la fantasia, dal quale il più delle volte è la realtà a risultare più difficile da accettare. Ciò che può risultare utile a una mamma in attesa, nei primi periodi di gestazione, alle prese con il confronto inconscio tra ideale e reale, è la piena consapevolezza del fatto che ogni gravidanza è unica e irripetibile. Ogni gestazione avviene infatti in un momento di vita unico e irripetibile, e consente di mettere al mondo proprio quello specifico bambino. In altre parole, è un’occasione che non si ripeterà, un privilegio che molte donne non possono avere, nonché uno dei momenti fondamentali dell’esperienza umana di ogni donna.

Allo stesso modo, giova ricordare ai genitori qualcosa che può apparire scontato, ma è invece di fondamentale importanza: ogni bambino è unico e irripetibile. Questo significa che impariamo a relazionarci col nostro bambino attraverso la relazione concreta e l’esperienza diretta; di conseguenza, l’attesa del bambino ideale deve gradualmente lasciare il posto al rapporto con l’individuo particolare che mettiamo al mondo.

La prima gravidanza è un’iniziazione per i genitori. Si tratta infatti di passare dal ruolo di figlia a quello di madre, dal ruolo di figlio a quello di padre. A livello sociale, e spesso anche familiare, non esiste grande sostegno a questo fondamentale processo. Ecco perchè tale iniziazione a volte è difficile e dolorosa: il suo esito dipende dalla storia di vita dei neo genitori, dalle figure genitoriali reali e ideali che hanno dentro di sé, e dalla relazione che hanno in quel momento coi loro genitori. Pur non essendoci alcuna regola o ricetta specifica, sarebbe importante che qualunque coppia che sceglie di avere un bambino cercasse uno spazio, prima del concepimento, per approfondire queste tematiche personali, e avere la possibilità di superare eventuali blocchi e difficoltà prima dell’inizio della gestazione. Esistono anche situazioni in cui il mancato superamento di tali problemi rende difficoltoso il concepimento stesso; purtroppo però, a fronte di un numero veramente grande di soluzioni sul piano fisico e medico, la ricerca delle cause emotive e profonde non viene proposta spesso alle coppie, che devono quindi effettuare una scelta autonoma in tal senso; che però, quando fatta, si rivela benefica non solo ai fini della gestazione stessa, ma anche del benessere emotivo profondo della coppia e dei due genitori. (continua)

 

La dottoressa Serena Bassi ha vissuto da poco l'esperienza di diventare madre, sentiamo nelle sue parole non solo la competenza professionale, ma anche il calore umano di chi è fortemente partecipe agli argomenti trattati. Serena Bassi , psicologa, reiki master e prenatal tutor, conduce da tempo una notevole attività di divulgazione nelle scuole della Val Camonica, i suoi incontri sulla vita prenatale riscuotono un grande successo.

Disponibile anche in italiano il libro di Evelyne Disseau dedicato alla vita prenatale. Leggine un capitolo

il tutor prenatale Evelyne DISSEAU ci parla di:

La psicologa Serena BASSI ci parla di:

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Aggiornato il: 8-03-2008

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