Incontro con i futuri nonni
A cura diDamiana Covelli
Da
diversi anni, presso il Centro Eliotropio di Milano, teniamo un corso, che
abbiamo denominato “Eliobaby”, di accompagnamento
alla gravidanza, di preparazioneal parto e alla genitorialità.
Io mi occupo della parte dedicata alla comunicazione e alla relazione tra futura mamma e futuro papà, considerando non solo le implicazioni date dal loro divenire genitori, ma anche del fatto che l’arrivo di un bambino porti entusiasmi, sussulti e turbolenze anche nell’ambiente intorno.
I rapporti, i vissuti con gli altri – parenti, amici, conoscenti – si animano di nuovi contenuti, di richieste, di curiosità, di nuovi accadimenti e coccole, ma anche di preoccupazioni e di giudizi o consigli. A volte tutto ciò è semplicemente ricco e piacevole, a volte invece diviene fastidioso o, almeno, complesso da gestire.
Mantenere un equilibrio all’interno della coppia, mentre il tanto atteso bimbo è nato, comporta anche l’impegno a mantenere equilibrio nei rapporti all’esterno della coppia, in primo luogo con i nonni e le nonne, che si alternano nel dare aiuto, che offrono generosamente il loro tempo, ma che non sempre sono, automaticamente “in sintonia” con i principi educativi, gli intendimenti e i comportamenti dei genitori. Primo spuntone di roccia in un mare fatto di gioia per il nuovo nato!
Proprio
pensando a questo “spuntone di roccia, in un mare di dolcezza”,
si concretizzò la richiesta di un gruppo di genitori “perché
non fate un incontro anche coi nonni, perché non anche con loro…”
Si trattava di una richiesta di aiuto, una occasione di “mediazione
anticipata” su punti di vista forse simili o forse diversi.
L’idea ci entusiasmò e da allora dedichiamo un incontro, un sabato pomeriggio, ai nonni e alle nonne: si tratta di un’occasione per confrontarsi sul loro “ruolo” , un ruolo che mantiene – per molti di noi – un alone di magia e di cose buone e calde, ma che comporta anche responsabilità non semplici.
Dapprima erano solo le nonne a intervenire, ma nell’ultimo incontro abbiamo avuto anche i nonni, ed è stato un gruppo particolarmente ricco di spunti, di domande, di racconti di esperienze e di confronto.
Al loro ingresso al Centro, alcuni sono curiosi ed entusiasti, altri esitanti e timorosi, in attesa di “sapere se vanno bene come nonni” (cito le loro parole, quando chiedo “come mai siete venuti”).
Presto si crea un’atmosfera di vicinanza serena, di identità rispetto a una responsabilità che sentono quasi sempre come un “dono”, anche se come qualcuno precisa “un dono che porta gioia ma anche fatica”.
Ogni gruppo, come si sa, è diverso. Spesso la scaletta che preparo per le nostre ore insieme subisce ritocchi o decisi mutamenti. Li invito a individuare quali risorse e quali “tentazioni” hanno nelle relazioni con figli, nuore, generi e, per chi tra loro è già nonno, anche con il nipote o i nipoti. Talvolta uso con loro, come faccio con i genitori, la teoria dell’Analisi Transazionale. Altre volte non ricorre al linguaggio transazionale di Genitore Normativo, Affettivo, di Adulto e di Bambino: attraverso altre modalità, stimolandoli con domande, invitandoli al racconto e proponendo riflessioni costruiamo insieme il percorso con cui giungiamo, ugualmente, alla consapevolezza del loro ruolo, delle meraviglie che esso comporta, nonché delle fatiche e delle attenzioni che richiede.
Molti
di loro sottolineano la possibilità di occuparsi – ora che
il tempo del lavoro produttivo è cessato – di affetti, di coccole,
di educazione. Alcuni non nascondono una sorta di “nuova possibilità”
di fare ciò che ritengono di aver fatto poco, o di corsa, presi dal
bisogno di lavorare.
E’ il gruppo stesso a costituire
per loro un’occasione per fermarsi a riflettere, a condividere, a
raccontare e a essere, come sono, parti importanti di un evento splendido,
la nuova nascita e la crescita di un individuo nuovo, unico, irripetibile.
La mia conduzione li accompagna, ma molto lavoro – come sempre –
giunge dalla loro disponibilità e apertura. Spesso la fine dell’incontro
vede richieste di proseguire. Per ora non l’abbiamo ancora fatto,
ma il loro entusiasmo ci conquisterà e finiremo per offrire altre
occasioni.
Lo spazio di ascolto e di scambio,
accogliente senza essere sdolcinato, capace di sollevare perplessità,
dubbi e domande, senza per questo essere giudicante e ipercritico, produce
buoni frutti.
A
cura di Damiana Covelli
Centro Eliotropio
Disponibile anche in italiano il libro di Evelyne Disseau dedicato alla vita prenatale. Leggine un capitolo
La psicologa Serena BASSI ci parla di:
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Aggiornato il:
8-03-2008
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