L’impatto
delle emozioni della mamma
sul bambino in utero
A cura di Evelyne
Disseau
Lo
Yoga insegna da sempre che corpo e mente sono legati. Adesso anche la Scienza
sembra interessarsi molto alla relazione mente-corpo e alle emozioni dell’essere
umano con le conseguenze che possono avere sul corpo fisico.
Sono stati pubblicati interessanti lavori sull’argomento:
Le cellule vibrano sotto l’influsso di queste emozioni e le conservano nella loro memoria, che siano positive o negative. Il corpo è sempre coinvolto.
Le
emozioni si manifestano nel corpo della madre in un modo molto evidente:
il battito cardiaco cambia ritmo, il flusso del sangue accelera, scariche
di ormoni creano delle risposte alle situazioni che si presentano, adrenalina
nella paura e la collera, endorfine nel piacere fisico.
Ma allora possiamo dire che le emozioni della madre coinvolgono il corpo
del bambino in utero?.
Non è possibile negare che le emozioni vissute dalla madre non abbiano un impatto sul suo bambino che cresce in utero. Dato che il bambino in utero è dipendente da tutto quello che la madre vive nel proprio corpo, ogni emozione che coinvolge il corpo della madre coinvolge anche il corpo del bambino, che viene investito dall’adrenalina o dalle endorfine e ne subisce le conseguenze, positive se si tratta di endorfine, negative se si tratta di adrenalina.
Queste sensazioni vissute dal bambino possono essere considerate stimolazioni che contribuiscono alla formazione del suo sistema nervoso e della sua memoria emotiva. Egli riconosce le emozioni che vive la madre, perché le vive anche lui. Ma le emozioni negative che diventano ripetitive generano dolorosi tensioni muscolari e, naturalmente, hanno un effetto di stress sul bambino.
Quindi
la madre deve sapere come gestire le proprie emozioni.
La consapevolezza delle proprie emozioni può aiutarla a gestirle.
Per acquisire questa consapevolezza è sufficiente che impari ad essere
in ascolto di tutto quello che le accade nella vita quotidiana e delle relative
sue reazioni: la respirazione, i movimenti involontari del corpo,
le tensioni nel viso, nel collo, nelle spalle, nella schiena e anche nella
pancia, il diaframma bloccato e la gola stretta, anche il tono della voce
cambia. Il corpo non è in grado di fingere… rispecchia sempre
i nostri veri sentimenti.
Riconoscere le proprie emozioni è molto importante, accettarle lo è ancora di più. Da quel momento è possibile gestirle.
Cosa significa gestire le proprie emozioni? Significa:
• Essere presente a se stessi
• Interferire sulla respirazione e rilassare il diaframma
• Rilassare i muscoli del collo
• Rilassare la mascella
• Scaricare l’emozione con una qualsiasi azione del corpo
• Rivolgere l’attenzione al bambino e parlare con lui, mettendo le mani sulla pancia.
A seconda del carattere:
• Ascoltare musica
• danzare
• Camminare
• Guardare delle immagini rilassanti (pitture a dominanza di colori blu e verde)
• Fare una doccia calda o fredda
• Cantare
• Scrivere per chiarire bene cosa succede e se non è il caso di ridimensionare la propria reazione .
E tutto quello di cui si sente la necessità… anche urlare! A condizione di spiegare al bambino che la mamma sta eliminando uno stress che disturba tutti i due…
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Disponibile anche in italiano il libro di Evelyne Disseau dedicato alla vita prenatale. Leggine un capitolo
La psicologa Serena BASSI ci parla di:
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